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September 02

DA LEGGERE!

Compiti a casa per tutti, visto che stiamo tutti riprendendo la routine non-vacanziera (ma perchè mai settembre arriva sempre così inesorabilmente rapido?! lo odio! >_<): leggere per benino questo interessantissimo articolo :D
 
 
 

Studio tedesco conferma la superiorita' ecologica della dieta vegan | 31/08/2008

Il risultato e' stato pubblicato dall'associazione di consumatori Foodwatch.

L'associazione di consumatori tedesca Foodwatch ha pubblicato lunedì 25 agosto un report sull'impatto dell'agricoltura e dell'allevamento sull'effetto serra, il primo nel suo genere che confronta anche la metodologia di produzione - agricoltura e allevamento biologici o meno.

Lo studio è stato svolto dall'Istituto tedesco per la Ricerca sull'Economia Ecologica (IOeW), e ha tenunto conto delle emissioni di CO2 risultanti dalla coltivazione dei mangimi per gli animali, dall'utilizzo dei pascoli per l'allevamento e dalle deiezioni prodotte dagli animali stessi.

Il confronto, per risultare di facile comprensione al pubblico, è stato esplicitato in termini di "km equivalenti" percorsi in auto (una BMW, per la precisione), e quindi spiega a quanti km percorsi in auto equivale 1 kg di carne, 1 kg di grano, ecc.

Il risultato che ne emerge è che, come già noto da altri studi, il tipo di alimentazione più ecologista è quella 100% vegetale, vale a dire l'alimentazione vegan. L'alimentazione vegetariana ha un impatto 4 volte più alto, quella onnivora 8 volte più alto.

Questo solo per quanto riguarda l'effetto serra, ma va tenuto presente che come impatto ambientale totale contano anche i consumi di acqua, sostanze chimiche, terreni, e l'inquinamento da deiezioni in generale.

I numeri: confronto tra tipi di alimentazione e tipi di produzione

Se confrontiamo le emissioni di gas serra dovute al cibo consumato da una persona per un anno intero, e le esprimiamo come equivalente in km percorsi in auto (BMW) in un anno, questi sono i risultati numerici dello studio:

Alimentazione vegan
Da agricoltura bio: 281 km
Da agricoltura convenzionale: 629 km

Alimentazione latto-ovo-vegetariana
Da agricoltura bio: 1978 km
Da agricoltura convenzionale: 2427 km

Alimentazione onnivora
Da agricoltura bio: 4377 km
Da agricoltura convenzionale: 4758 km

Come si vede, l'agricultura biologica è una scelta molto ecologica, ma solo se si consumano direttamente i vegetali: con un'alimentazione vegan, si possono dimezzare le emissioni di gas serra, se si scelgono vegatali da agricoltura biologica. Ma anche con l'agricoltura convenzionale, la scelta vegan batte di molte lunghezze le altre due possibilità.

Viceversa, la scelta biologica non è molto rilevante nell'alimentazione onnivora (è quasi insignificante), e nemmeno in quella latto-ovo-vegetariana.

E' importante notare che non è vero, come in molto credono, che il problema sia solo quello del metano emesso da bovini, pecore e capre durante la digestione: il problema esiste per tutti gli animali d'allevamento, perché è dovuto in larga misura al fatto che per produrre 1 kg di carne è necessario coltivare appositamente una quantità di mangime che va da 4 a 35 volte tanto, con tutti gli sprechi - di energia, acqua, sostanze chimiche, ecc. che questo comporta.

Il mito della "carne biologica": non è vero che aiuta l'ambiente

Chi sceglie di mangiare carne biologica, e lo fa però consumandone sempre la stessa quantità, senza ridurre i consumi, non fa nessun regalo all'ambiente.

Anzi, come mostrano i risultati dello studio, la produzione di 1 kg di carne bovina da allevamento estensivo equivale a 113,4 km in BMW, mentre da allevamento intensivo equivale a 70,6 km, come emissioni di gas serra. Per quanto riguarda il formaggio, biologico o non biologico non cambia molto, è sempre un cibo molto dispendioso in termini di CO2: 71,4 km equivalenti per 1 kg di formaggio da allevamento intensivo, 65,5 km per quello da allevamento biologico estensivo.

Quindi, come ben spiegano gli scienziati autori del report, l'allevamento biologico aiuterebbe l'ambiente solo se fosse portato alle sue estreme conseguenze, vale a dire: 1. l'allevamento estensivo-biologico richiede molta terra; 2. se tutti gli allevamenti fossero biologici, ci sarebbe per forza di cose una diminuzione di almeno il 70% della produzione; 3. quindi, effettivamente, se si allevassero solo il 30% degli animali che si allevano oggi, ci sarebbero dei benefici per l'ambiente. Ma solo perché si allevano meno animali, non perché si allevano in modo estensivo-biologico!

Invece, consumare carne biologica, mantenendo inalterati i consumi, significa non cambiare nulla, e non aiutare per nulla l'ambiente, anzi.

Quindi, chi pensa di risolvere il problema mangiando carne biologica dovrebbe prima diminuire i suoi consumi del 70%, se vuole essere ecologicamente coerente.

Qual è la soluzione, e perché non viene messa in pratica?

Il report affronta anche il problema pratico di che cosa fare con la lobby degli allevatori. Gli autori del report parlano chiaro: serve una diminuzione dei consumi di carne, latte e formaggi, non ci sono altre soluzioni. Questo lo sostengono l'associazione di consumatori Foodwatch, e il Ministero dell'Ambiente tedesco.

Ma, come viene spiegato nel report, l'agricoltura è il punto debole del piano governativo per combattere i cambiamenti climatici, in Germania (come in tutti gli altri paesi europei, Italia inclusa). Il settore dell'agricoltura e zootecnia è del tutto esentato dal programma per ridurre l'emissione dei gas serra.

E pensare che il settore zootecnico è responsabile del 18% del totale dell'effetto serra, molto di più dell'intero settore dei trasporti (13,5%).

Questa scelta non ha senso, ma, come spiega un esponente del Ministero dell'Ambiente intervistato dal quotidiano Spiegel: "Abbiamo esentato il settore dell'agricoltura per limitare il numero di potenziali conflitti". Infatti, come aggiunge un ex-consulente dello stesso ministero, Hans-Joachim Koch, "Questa lobby è ben organizzata". Il suo successore, Martin Faulstich, aggiunge: "Nessuno osa dire che dovremmo mangiare meno carne e più proteine vegetali".

Questo ovviamente non accade solo in Germania, ma dappertutto.

Perché dare sussidi a chi inquina e non intende smettere?

L'associazione di consumatori Foodwatch vuole vedere cancellati per sempre i sussidi dell'Unione Europea al settore dell'agricoltura, e vuole che chi emette gas serra paghi delle tasse apposite, anziché essere pagato con le tasse dei cittadini. In questo modo verrebbero premiate le produzioni con meno emissioni di CO2, quindi sostanzialmente quelle vegetali per il diretto consumo umano, ancora di più se biologiche.

Lo stesso chiede anche il Ministro dell'Ambiente tedesco Gabriel, che si oppone al fatto che vengano dati 40 miliardi di euro l'anno al settore agricolo e zootecnico quando quest'ultimo è dannoso per l'ambiente.

Della stessa idea è il Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione (NEIC) che ha da poco lanciato una petizione popolare a livello europeo per chiedere esplicitamente l'eliminazione di tutti i sussidi al settore zootecnico, in quanto dannoso per l'ambiente e la salute umana. Si può firmare on-line o si possono raccogliere firme su una petizione cartacea, andando alla pagina:
www.nutritionecology.org/it/news/stop_subsidies.html

Al contrario, il Ministro dell'Agricoltura tedesco, Seehofer, si oppone all'idea di andare contro la lobby degli allevatori, e, sempre secondo lo Spiegel, intende proporre un piano per usare "fertilizzanti più efficienti, nuovi animali che rilascino meno metano nell'atmosfera, e l'acquisto di attrezzature agricole più ecologiche".

In sostanza, queste "misure" lasciano il tempo che trovano, e infatti, come riporta lo Spiegel, gli stessi membri dello staff del Ministero dell'Agricoltura sanno benissimo che queste misure non ridurranno le emissioni di gas serra in modo percettibile. E secondo i membri del ministero di più alto livello "una riduzione drastica dei gas serra del settore agricolo si potrà ottenere soltanto se tutti consumeranno meno carne, latte, formaggio e yoghurt".

Fonti:

Spiegel on-line, The Cow Is a Climate Bomb, 27 agosto 2008

August 31

oggetto del desiderio..

post assolutamente incongruo,stupido ed inutile.. ma sto passando ore al computer a rimirarlo..il samsung U600 viola, LO VOGLIO!! *_* non posso fare a meno di tediarvi con delle foto che lo ritraggono, in tutto il suo splendore:
 
 
SAMSUNG-U600-PURPLE  anche rosso non è male - no, rosa invece no! - ma viola è mooolto più raffinato, non trovate?
 
samsungu600
 
Sottile al punto giusto, faaaashion, e fotocamera da 3.2 mp..se il mio con una 1.3 fa buone foto, questo sarà ottimo!
 
368-5180293A69UC472834M
 
Ecco, ora mi sono sfogata..la mia nuova, insana, inutile e frivola fissazione è palesata XD Continuerò a sognarlo, in attesa del momento in cui le mie tasche mi permetteranno questo bellizzzimo oggettino..il che mi sa è ancora lontanuccio!! >_<
 
 
August 29

what a surprise..in Muenchen!

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Queste foto sparse in malo modo per la pagina (non riesco a sistemarle  >-< ) sono il frutto di una felicissima sorpresina che ho avuto modo di trovare durante il mio viaggetto in germania ad inizio agosto! Mi trovavo a Monaco, dove a mia insaputa, nella centralissima Marienplatz, si stava tenendo.. un festival vegan! Mi sono sentita come una bimba in un negozio di giocattoli, troppo contenta :) c'erano stand di tutti i tipi - animalismo, alimentazione veg, abbigliamento veg, ecologismo, stand gastronomici dove c'era la possibilità di gustare svariati manicaretti ---> quella faccia da scema sono io pronta ad addentare una fetta di deliziosa torta al cioccolato e lamponi, rigorosamente vegan! e oltre alla torta, ho gustato un pranzo completo davvero ottimo fatto da delle ragazze con cui ho subito "attaccato bottone", scoprendo che tutta la loro famiglia era vegana..beate loro! :D c'erano poi vari gruppi musicali che si esibivano, degli esponenti del mondo politico, dibattiti vari..peccato che il tutto fosse principalmente in tedesco, lingua che mastico a fatica, ma è stato fantastico! In basso, sfocata, una  spilletta che non ho potuto mancare di prendere in quella occasione..

La Germania non smette mai di sorprendermi, è la quarta volta che visito questo bel paese e mi piace sempre di più..basti solo nominare i km quadrati di pannelli solari che ricoprono i tetti anche dei villaggi più sperduti, le pale eoliche a iosa,  le piste ciclabili ovunque, attrezzatissime..la mancanza di traffico in città immense quanto berlino..tante piccole ma grandi cose che rendono la differenza con le nostre zone davvero incredibile! Abbaimo tanto da imparare, e per questo viaggiare è davvero un'occasione fantastica per aprire gli occhi!

 

 

 

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July 27

Sto leggendo..

Ecco invece il libro che sto leggendo in questi giorni, accurato, pieno di fonti e, per me e credo almeno per un vegetariano, decisamente interessante ed istruttivo.
 
 
 
 
Partendo dagli albori della civiltà umana, passando attraverso il mito dei cowboy, gli infernali mattatoi di Chicago e le stalle superautomatizzate, fino ai giorni nostri, Jeremy Rifkin formula il suo atto d'accusa contro la 'cultura della bistecca' imperante nella società occidentale. In modo impietoso e documentato esamina costi e conseguenze delle nostre abitudini alimentari: un mondo in cui gli abitanti dei paesi poveri muoiono di fame perché una parte considerevole di cereali viene utilizzata come mangime per rendere la carne bovina più grassa e più gradita ai cittadini delle nazioni ricche, i quali finiscono poi per morire a milioni di tumori, infarto, diabete; un mondo in cui per fare posto a pascoli vengono abbattute foreste, terre fertili vengono trasformate in deserti, e su cui incombe la minaccia di catastrofi climatiche. "Ecocidio" è un libro profetico, che ci invita a cambiare rotta prima che sia troppo tardi, un pressante avvertimento per chiunque abbia a cuore la propria salute e il destino del pianeta.
€ 8.80 Oscar Mondadori

Lo voglio!

Ho appena saputo di questo libro da poco pubblicato dalla Carocci e che mi interessa molto, vedrò di comprarlo appena possibile!Dopo la lettura di Ecocidio, che fa un po' una storia della cultura della carne, la storia del vegetarianesimo capita proprio "a fagiolo" ! A bocca aperta  Tra l'altro proprio questo libro è stato spunto ed oggetto per un bell'articolo sui vegetariani pubblicato su "Il Venerdì" di questa settimana, in cui si parla positivamente di questa scelta Sorpresa
 
La cena di Pitagora
Storia del vegetarianismo dall'antica Grecia a Internet
€ 13,50
2008  pp. 160  ISBN 9788843045747
Oggi i vegetariani volontari sono milioni in Occidente e la loro forza numerica è un fenomeno moderno che si manifesta con mezzi altrettanto moderni, come Internet, dando luogo anche a una robusta dimensione produttiva e commerciale. Gli argomenti dei vegetariani, tuttavia, hanno radici antiche e hanno mantenuto una notevole continuità nel corso della storia, evolvendo, insieme alla riflessione e al profondo scontro culturale di lunga durata sul rapporto uomo-animale, nel contesto delle tematiche e dei fenomeni distintivi di ciascuna epoca. Questo libro, non senza sfatare alcuni miti e stereotipi, ricostruisce la storia delle idee e del movimento vegetariani, le motivazioni plurali, i legami col pensiero critico ed eretico di tutti i tempi, dall’orfismo a Leonardo, dalle Rivoluzioni inglese e francese e dai medici illuministi alle femministe abolizioniste dell’Ottocento americano, fino agli sviluppi solo in parte più noti del Novecento.
 
 
July 23

Sole dal deserto

Per chi mastica un po' di inglese, eccovi un interessante articolo sul possibile e fruttuoso uso delle intense radiazioni solari nel deserto del Sahara.
 
 
 

Solar power from Saharan sun could provide Europe's electricity, says EU

· Huge £35bn supergrid would pool green sources
· Brown and Sarkozy back north African plan

A solar power plant in Spain

A concentrating solar power (CSP) plant in Spain that uses panels to refl ect light on to a central tower to produce electricity. Similar plants are proposed for north Africa. Photograph: AP

A tiny rectangle superimposed on the vast expanse of the Sahara captures the seductive appeal of the audacious plan to cut Europe's carbon emissions by harnessing the fierce power of the desert sun.

Dwarfed by any of the north African nations, it represents an area slightly smaller than Wales but scientists claimed yesterday it could one day generate enough solar energy to supply all of Europe with clean electricity.

Speaking at the Euroscience Open Forum in Barcelona, Arnulf Jaeger-Walden of the European commission's Institute for Energy, said it would require the capture of just 0.3% of the light falling on the Sahara and Middle East deserts to meet all of Europe's energy needs.

The scientists are calling for the creation of a series of huge solar farms - producing electricity either through photovoltaic cells, or by concentrating the sun's heat to boil water and drive turbines - as part of a plan to share Europe's renewable energy resources across the continent.

A new supergrid, transmitting electricity along high voltage direct current cables would allow countries such as the UK and Denmark ultimately to export wind energy at times of surplus supply, as well as import from other green sources such as geothermal power in Iceland.

Energy losses on DC lines are far lower than on the traditional AC ones, which make transmission of energy over long distances uneconomic.

The grid proposal, which has won political support from both Nicholas Sarkozy and Gordon Brown, answers the perennial criticism that renewable power will never be economic because the weather is not sufficiently predictable. Its supporters argue that even if the wind is not blowing hard enough in the North Sea, it will be blowing somewhere else in Europe, or the sun will be shining on a solar farm somewhere.

Scientists argue that harnessing the Sahara would be particularly effective because the sunlight in this area is more intense: solar photovoltaic (PV) panels in northern Africa could generate up to three times the electricity compared with similar panels in northern Europe.

Much of the cost would come in developing the public grid networks of connecting countries in the southern Mediterranean, which do not currently have the spare capacity to carry the electricity that the north African solar farms could generate. Even if high voltage cables between North Africa and Italy would be built or the existing cable between Morocco and Spain would be used, the infrastructure of the transfer countries such as Italy and Spain or Greece or Turkey also needs a major re-structuring, according to Jaeger-Walden.

Southern Mediterranean countries including Portugal and Spain have already invested heavily in solar energy and Algeria has begun work on a vast combined solar and natural gas plant which will begin producing energy in 2010. Algeria aims to export 6,000 megawatts of solar-generated power to Europe by 2020.

Scientists working on the project admit that it would take many years and huge investment to generate enough solar energy from north Africa to power Europe but envisage that by 2050 it could produce 100 GW, more than the combined electricity output from all sources in the UK, with an investment of around €450bn.

Doug Parr, Greenpeace UK's chief scientist, welcomed the proposals: "Assuming it's cost-effective, a largescale renewable energy grid is just the kind of innovation we need if we're going to beat climate change."

Jaeger-Walden also believes that scaling up solar PV by having large solar farms could help bring its cost down for consumers. "The biggest PV system at the moment is installed in Leipzig and the price of the installation is €3.25 per watt," he said. "If we could realise that in the Mediterranean, for example in southern Italy, this would correspond to electricity prices in the range of 15 cents per kWh, something below what the average consumer is paying."

The vision for the renewable energy grid comes as the commission's joint research centre (JRC) published its strategic energy technology plan, highlighting solar PV as one of eight technologies that need to be championed for the short- to medium-term future.

"It recognises something extraordinary - if we don't put together resources and findings across Europe and we let go the several sectors of energy, we will never reach these targets," said Giovanni de Santi, director of the JRC, also speaking in Barcelona.

The JRC plan includes fuel cells and hydrogen, clean coal, second generation biofuels, nuclear fusion, wind, nuclear fission and smart grids. De Santi said it was designed to help Europe to meet its commitments to reduce overall energy consumption by 20% by 2020, while reducing CO² emissions by 20% in the same time and increasing to 20% the proportion of energy generated from renewable sources.

Backstory

High voltage direct current (HVDC) transmission lines are seen as the most efficient way to move electricity over long distances without incurring the losses experienced in alternating current (AC) power lines. HVDC cables can carry more power for the same thickness of cable compared with AC lines but are only suited to long distance transmission as they require expensive devices to convert the electricity, usually generated as AC, into DC. Modern HVDC cables can keep energy losses down to around 3% per 1,000km. HVDC can also be used to transfer electricity between different countries that might use AC at differing frequencies. HVDC cables can also be used to synchronise AC produced by renewable energy sources.

 

July 12

curiosità

Leggete un po' che bella "invenzione" hanno messo in pratica in Inghilterra! personalmente non amo le discoteche, ma ben vengano posti in genere se animati da progetti simili..da ammirare, e sperare che si moltiplichino ;)

da www.corriere.it

Eco-nightclub, la Terra si salva ballando

Al «Surya» una pista high-tech genera energia col movimento delle persone che si scatenano

LONDRA - Ha aperto i battenti a Londra il primo nightclub ecologico della Gran Bretagna, uno dei primi al mondo. Il «Surya», questo il nome del locale, presenta una pista da ballo ad alta tecnologia che genera energia elettrica grazie al movimento delle persone che vi ballano sopra. L'imprenditore edile Andrew Charalambous è l'ideatore del progetto per il quale ha investito oltre un milione di euro.

COME FUNZIONA - Il funzionamento è semplice: la pista da ballo è sospesa su particolari cristalli che generano la cosiddetta energia «piezoelettrica» quando subiscono una pressione o una vibrazione esterna. Lo stesso principio è già sfruttato in un altro nightclub eco-sostenibile, inaugurato lo scorso anno a Rotterdam. L'impianto del locale consta inoltre di una propria turbina eolica e di un sistema a pannelli solari, e l'energia prodotta in sovrappiù verrà donata a una ventina di abitazioni circostanti. È il primo caso al mondo di diffusione gratuita di energia.

DOTTOR EARTH - Andrew Charalambous, che ama farsi chiamare «Dottor Earth» per la sua particolare propensione all'ecologia, spiega che «per contrastare l'annoso problema del mutamento climatico è necessario coinvolgere sempre più persone nella filosofia del risparmio energetico». «Pensate - ha spiega- ai risultati che si potrebbero ottenere se le grandi multinazionali adottassero questa iniziativa».


12 luglio 2008

July 11

se tutto ciò non è preoccupante..

come vedete le vicende di cui vi ho riportato un articolo un paio di giorni fa circa un incidente ad una centrale nucleare in Francia stanno avendo delle ripercussioni..molto poco tranquillizzanti! Il nucleare non è la soluzione, mettiamocelo in testa!

da www.repubblica.it

L'incidente avvenuto lunedì nel sud-est, vicino ad Avignone
L'autorità per la sicurezza ha chiesto oggi lo stop per l'impianto

Francia, perdita di acqua con uranio
sospesa attività in centrale nucleare

Problemi anche in Svezia, incendio allo stabilimento
nucleare di Ringhals. "Situazione sotto controllo"


Il sito nucleare di Tricastin in Francia

MARSIGLIA - Verrà sospesa l'attività in una parte del sito nucleare francese di Tricastin (Vaucluse) dopo il riversamento accidentale di acque contenenti uranio nei fiumi circostanti avvenuto nei giorni scorsi.

E' stata l'Autorità per la sicurezza nucleare francese a chiedere in mattinata a Socatri, società satellite del colosso energetico Areva, di sospendere l'attività del suo sito di trattamento nella centrale nucleare di Tricastin, nel sud-est della Francia, e di prendere "misure immediate di messa in sicurezza", dopo la perdita di acqua contenente uranio.

La fuoriuscita si è verificata lunedì e le autorità hanno chiesto agli abitanti della regione di non bere acqua e di non mangiare pesce, vietando anche di bagnarsi nelle acque contaminate. Un'ispezione al sito condotta giovedì dall'Autorità per la sicurezza nucleare non ha dato i risultati sperati: "La messa in sicurezza destinata ad impedire ogni ulteriore inquinamento non è completamente soddisfacente" fa sapere l'Autorità secondo quanto riferisce Le Figaro.

"Prenderemo queste contromisure - ha assicurato il portavoce della Socatri - in modo di assicurare che questi incidenti non si ripetano". L'impianto di Tricastin è uno dei 58 impianti nucleari sul territorio francese ed è collocato a circa cinque chilometri da Avignone.

Intanto sempre oggi un incendio ha distrutto il tetto di una turbina dell'impianto nucleare di Ringhals, in Svezia. Intervento immediato dei servizi di sicurezza che hanno assicurato che la situazione è sotto controllo. L'impianto di Ringhals, nel sudovest della Svezia, è di proprietà della Vattenfall con un